Succede che le persone ci raccontino la propria storia. Succede perché ci piace ascoltare. Vorrebbero riuscire a dare forma visibile a certi sentimenti rimasti a sudare fra le pieghe dei gomiti. Sono storie di dolore, ma anche di rivalsa, redenzione o meraviglia. Abbiamo pensato Il Tuffatore per chi vuole provare a raccontarsi con i linguaggi delle arti contemporanee e della narrativa.

Succede che le persone ci raccontino la propria storia. Succede perché ci piace ascoltare. Vorrebbero riuscire a dare forma visibile a certi sentimenti rimasti a sudare fra le pieghe dei gomiti. Sono storie di dolore, ma anche di rivalsa, redenzione o meraviglia. Abbiamo pensato Il Tuffatore per chi vuole provare a raccontarsi con i linguaggi delle arti contemporanee e della narrativa.

il tuffatore.

WORKSHOP DI PROGETTAZIONE ARTISTICA E NARRATIVA

La parola progetto deriva dal latino projèctus e indica l’azione di gettare avanti qualcosa. Quando raccontiamo la nostra storia, lanciamo in avanti noi stessi, stacchiamo con coraggio i piedi dal suolo e affrontiamo la mobile irrazionalità dei sentimenti: è così che diventiamo tuffatori.

L’autobiografia è un tema scivoloso: è difficile mantenere la distanza necessaria a produrre qualcosa che non sia riduttivamente personale, ma i progetti ben riusciti hanno il sapore della necessità. Useremo gli strumenti della progettazione per provare a realizzare lavori che non parlino solo di noi, ma –attraverso di noi– parlino agli altri del mondo.

Il compito di Cecilia Giampaoli sarà guidare il lavoro fornendo gli strumenti di lavoro utili a definire un progetto efficace.
Alessandro Zanoli parlerà di produzione e spingerà i partecipanti a farsi le domande che servono a finalizzare un progetto.
Filippo Sabattini aiuterà chi vuole fermarsi a guardare quello che è stato prodotto, perché dare forma alle cose può servire a vederle meglio.

il tuffatore.

WORKSHOP DI PROGETTAZIONE ARTISTICA E NARRATIVA

La parola progetto deriva dal latino projèctus e indica l’azione di gettare avanti qualcosa. Quando raccontiamo la nostra storia, lanciamo in avanti noi stessi, stacchiamo con coraggio i piedi dal suolo e affrontiamo la mobile irrazionalità dei sentimenti: è così che diventiamo tuffatori.

L’autobiografia è un tema scivoloso: è difficile mantenere la distanza necessaria a produrre qualcosa che non sia riduttivamente personale, ma i progetti ben riusciti hanno il sapore della necessità. Useremo gli strumenti della progettazione per provare a realizzare lavori che non parlino solo di noi, ma –attraverso di noi– parlino agli altri del mondo.

Cecilia Giampaoli guiderà l’attività fornendo gli strumenti necessari alla progettazione. Alessandro Zanoli parlerà di produzione e spingerà i partecipanti a farsi le domande che servono a finalizzare un progetto.
Filippo Sabattini aiuterà chi vuole fermarsi a guardare quello che è stato prodotto, perché dare forma alle cose può servire a vederle meglio.

1.

WORKSHOP.

Il workshop è dedicato a chi ha una storia da raccontare e vuole farlo con gli strumenti dell’arte e della narrativa; a chi crede che dando forma alle cose vissute si possa riuscire a capirle meglio.
Per partecipare non sono necessarie abilità specifiche, è sufficiente avere il desiderio di mettersi in gioco. Ogni partecipante individuerà, nel corso degli incontri, gli strumenti di lavoro più adatti a sviluppare il proprio progetto fra i tanti che i linguaggi dell’arte contemporanea e della narrativa mettono a disposizione.

2.

OBIETTIVI.

Il corso intende fornire ai partecipanti i primi strumenti di lavoro e di analisi utili ad avvicinare il mondo della progettazione artistica. Attraverso un percorso in parte collettivo, in parte individualizzato, ogni partecipante verrà accompagnato nella definizione di un progetto personale. Fine ultimo del tutto è dar forma ragionata a una storia: la propria.
I progetti necessiteranno di tempi di realizzazione differenti dettati dai linguaggi e dalle tecniche scelte (scrittura, fotografia, illustrazione, video, performance… ), ne definiremo insieme le diverse componenti: tema, concept, strumenti, tecnica, possibilità di realizzazione effettiva e collocazione ideale. A termine del workshop sarà attivato un percorso di tutoraggio individuale e facoltativo volto alla realizzazione dei lavori progettati: ArtiCo metterà a disposizione strumenti, competenze e la propria rete di collaborazioni.

3.

struttura.

5 incontri di 2 ore ciascuno a cadenza settimanale.

Il percorso si svolge online ed è rivolto a un gruppo ristretto di persone (max 6). Intendiamo costituire un laboratorio virtuale in cui non vengano a mancare coesione e affiatamento. Internet è uno strumento efficace per lavorare a distanza e fare ricerca condividendo contenuti e materiali, lo useremo senza dimenticarci di prenderci cura gli uni degli altri come fossimo nella stessa stanza con carta, penna, fogli da schizzo e una tazza di tè. Lavorare in gruppo ci permetterà di confrontarci guardando ciò che verrà prodotto da diversi punti di vista.
Nel primo incontro parleremo delle storie e di dove andarle a cercare, e getteremo le basi per la formazione del gruppo di lavoro.
I successivi due incontri saranno dedicati allo sviluppo dei progetti personali e al confronto su quanto è stato ideato e realizzato. Nel terzo incontro affronteremo i problemi relativi alla produzione. Curare la produzione di un progetto significa considerare ogni aspetto che ne riguarda la realizzazione. Durante ogni giornata verrano proposti dei focus teorici su tematiche di studio trasversali e utili al lavoro. Durante l’ultimo incontro i partecipanti presenteranno al gruppo l’idea maturata e lo stato del proprio progetto al fine di condividere un feedback conclusivo.

3.

il ruolo della psicologia

l gruppo si avvarrà nel primo incontro della partecipazione di Filippo Sabattini che utilizzerà una metodologia corporeo-relazione per formare il gruppo di lavoro. A Filippo è affidato il compito di fornire ai partecipanti i primi strumenti per la condivisione delle idee. Filippo resterà a disposizione, durante le settimane o in seguito, di chi vorrà affrontare con lui un percorso di rilettura del progetto elaborato.

4.

iscrizione.

Il corso verrà presentato online domenica 15 novembre alle ore 17.00.
L’incontro è gratuito, per partecipare è sufficiente registrarsi almeno 24 ore prima, inviando una mail a hallo@studioartico.it 

Costo del corso: 200 euro

 

5.

tutor.

Cecilia M. Giampaol

Si occupa di progettazione artistica e narrativa. Indaga i temi della fragilità e della memoria. Dal 2002 al 2012 collabora con il Centro Artistico Internazionale KAUS. Progetta insieme a C. M. Cirino i primi corsi di Filosofia coi Bambini. Dal 2011 insegna all’ISIA di Urbino. È autrice di Azzorre (NEO Edizioni 2020), romanzo autobiografico sul disastro aereo dell’89.

www.ceciliagiampaoli.comwww.diaridiunmarinaio.com

Zanoli Alessandro

Si occupa di produzione video e fotografia dal 2005. Ha curato la produzione esecutiva di progetti audiovisivi in ambito internazionale. Sensibile alle tematiche sociali, collabora con organizzazioni umanitarie. Conduce una ricerca artistica che si muove intorno al tema dell’identità che indaga attraverso il ritratto e gli strumenti tecnici ed estetici delle tecniche fotografiche antiche.

www.alezanoli.com 

Filippo Sabattini

Pedagogista, Counselor Supervisore, Direttore didattico del Centro Studi e Ricerca Wega Formazione. Formatore in psicopedagogia corporeo-relazionale presso Università, Enti pubblici e privati, comunità per minori.

www.wegaformazione.com

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